Fonteno, 20 marzo 2020 

Ciao Francesco, staffetta porta ordini partigiana

Francesco Nezosi, classe 1930, testimone della battaglia di Fonteno del 31 agosto 1944, ci ha lasciato nel tardo pomeriggio di venerdì 20 marzo 2020.

Della sua operosa vita ci rimane una viva testimonianza di fitti ricordi custoditi da una mente lucida di giovanotto, nonostante quest’anno avrebbe compiuto novant’anni.
Il fratello di Francesco, classe 1920, rientrato dalla Russia con i piedi congelati si aggrega alla brigata partigiana “Francesco Nullo” di Giustizia e Libertà.
Fonteno, la battaglia, i rastrellamenti, e quella pistola che un fascista gli punta allo stomaco chiedendogli di rivelare dove fosse nascosto il fratello partigiano, sono tra i ricordi indelebili di Francesco. Neppure lo scorrere del tempo d’una vita li ha potuti cancellare.
Nel ricordo di quei tempi cupi, Francesco è un ragazzo di 14 anni che non rivela dove sono i partigiani e a chi lo interroga giustifica i suoi spostamenti tra i boschi come la necessità del tempo di procurarsi la legna. Diventa così una staffetta partigiana per avvertire il fratello e il cugino che i fascisti li stanno cercando.
È tra i pochi a sapere che proprio a Fonteno è nascosta una radio ricetrasmittente degli Alleati. Si trova nella casa di Pierino Pedretti, un giovane partigiano di una famiglia antifascista. La casa è ai limiti del paese, in posizione comoda per raggiungere i monti e le cascine intorno dove trovare un buon segnale per la ricetrasmissione. Superfluo ricordare che l’uso della radio ricetrasmittente era proibito all’epoca.
Francesco assiste alla cattura di Pierino. Sente gli spari che lo feriscono. Poi Pierino viene portato dai nazifascisti sulla piazza del paese e barbaramente ucciso.
I ricordi si fanno fluidi e avvolgenti. Man mano il racconto e la commozione di Francesco coinvolgono anche noi che ascoltiamo le sue parole sulle vicende della 53a Brigata Garibaldi e della Francesco Nullo. Elenca dettagli, sensazioni, ci descrive la paura di quei drammatici istanti. Ricorda quando conobbe il comandante Giovanni Brasi, “Montagna”, spesso ospite a casa sua durante la lotta di Resistenza, per un pasto caldo o per lavarsi. Ricorda i partigiani, il comandante Giorgio Paglia, la popolazione che li aiutava, don Mocchi il parroco di Fonteno. 
Ricorda quando conobbe Giuseppe Brighenti, Brach e la loro profonda amicizia. D’un tratto le sue parole riportano il ricordo al 1995. Brach, giunto a Fonteno in visita a Francesco, gli confida che gli rimangono pochi mesi di vita. È suo desiderio che Francesco diventi custode e protegga la lapide partigiana posta in via Campello a Fonteno a memoria della battaglia del 31 agosto 1944. Francesco accetta l’incarico al punto che il legame con i luoghi della Storia diventa un appuntamento fondamentale, istituzionale e umano, da fare rivivere e in cui credere. Il Monumento al Colletto, la Malga Lunga, i luoghi della battaglia: si tratta di tener vivo il ricordo attraverso le lapidi e i monumenti della Resistenza.
In una riunione della sezione Anpi di Endine, ha proposto di dedicare una lapide a ricordo del suo giovane amico partigiano Pierino Pedretti e un’altra lapide alla Cascina Fudrighì, dove vennero rinchiusi i nazisti catturati nella battaglia di Fonteno.
Nel gennaio appena trascorso, era entusiasta nell’apprendere del progetto, a cui si sta lavorando, per istituire un sentiero della Memoria sui luoghi della battaglia di Fonteno da realizzare insieme alle Amministrazioni dei Comuni limitrofi, all’Anpi Provinciale e alle Anpi del territorio.
La sua attiva partecipazione nell’Anpi di Bergamo negli anni ’60, successivamente a Cinisello Balsamo ed infine a Endine, è il frutto di ideali profondi di giustizia e solidarietà e di amicizie maturate con il tempo. Ha mantenuto un affetto particolare anche con l’Anpi Valle Calepio-Valle Cavallina, Lovere e Valle Camonica, Treviglio e Clusone.

Mancherai a tutti noi, Francesco, per la tua energia e il desiderio di ricordare la Storia partigiana e i suoi protagonisti. Ti ricorderemo Francesco.
Avremo cura dei Monumenti e della Storia della Battaglia di Fonteno. La Camminata di fine giugno, da Fonteno al Colletto, sarà un appuntamento fisso per ogni anno a venire.
Sulla piazza di Fonteno, Ongaro Parroci, che tanto amavi, ci parrà di vederti ancora mentre ci racconti quel 31 agosto ’44. E noi, Resistenti di oggi, commossi da quel ricordo, cammineremo fino al Monumento al Colletto con il tuo dolce ricordo nel cuore.

Ti abbracciamo commossi,
Andrea Brighenti
Presidente ANPI di Endine Gaiano 


Al Colletto 2005

Al Monumento partigiano del Colletto nel 2005

A FRANCESCO NEZOSI
Cuore Bergamasco

Nel Fonteno Bergamasco, là l’è nato ed era il quarto,
Agostino e la Matilde, non ne han fatti nessun altro;
Per portare a casa pane, Agostino coi suoi figli,
Vanno all’estero o a Milano, chi in filanda, ai monti o al piano.

Nel frattempo vien la guerra, tanta gente resta a terra,
Ma sui monti e falsopiani, van nascendo i partigiani;
Un fratello di Francesco, scappa via e va con loro,
E anche « Fran » nessun sospetta, si fa giovane staffetta.

Quando passa la buriana, migra in Svizzera per anni,
Per sbarcare il gran lunario, scorre un lungo calendario;
Nel travaglio anche il papà, l’è chiamato da lassù,
E Matilde con gran fè, stringe i figli attorno a sé.

Franco alfin ritorna a casa, ma non resta lì al paese,
Migra in quel di Cinisello, per sanar tutte le spese;
E alla Breda con decoro, quattro anni di lavoro,
Senza tanta economia, in Sezion Siderurgia.

Ma il bilancio ancor non quadra, ci sono tanti motivetti,
Forse è meglio trafficare, per la ditta Venanzetti;
Otto anni di bel tempo, poi la mente ancor ribolle,
Per raggiungere uno scopo, fa un lavor per conto proprio.

Occasioni non ne manca, è un affare di cervello,
Sceglie una Tinto-Lavasecco, sempre in quel di Cinisello.

E per ben dodici anni, lavorare a cuor contento,
Senza mai sentirsi stanco, con la moglie sempre al fianco;
Nel comune residente, a segnar fisse licenze,
Con passione ed esperienza, sa por fine alla vertenza.

Ma il destino ben crudele, spezza l’albero e le vele,
« Se la vita ti preme, va in pensione, ti conviene »;
Per passare tranquillo il tempo, costruisce le sue navi,
Con l’impegno a tutto fare, sembran doni per l’altare.

Se il lavoro s’è fermato, il pensiero mai non può,
E nell’A.N.P.I. come sempre, c’ero e forte resterò;
Vai Francesco, resta fiero, la tua gente sia con te,
Quella che ti ha tanto amato, e ha patito insieme a te.

Se la Tromba del Silenzio, lungi ti raggiungerà,
Trovi salda sul tuo cuore, la bandiera tricolore;
E anche se restassi IGNOTO, la tua Patria ormai c’è già,
Nel doman chi ti ricorda, potrà dire: l’era là!

(Dall’amico Angiolino, Cinisello Balsamo, 27 -11 -1986)


Lovere dicembre 2017
Francesco Nezosi a Lovere, dicembre 2017  

Con onorevole Brighenti al Monumento del Colletto
Con onorevole Brighenti al Monumento del Colletto 

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Al Monumento del Colletto con i sindaci di zona e Andrea Brighenti presidente Anpi di Endine, 2015

A Fonteno, 27 agosto 1994

A Fonteno, 27 agosto 1994


Francesco Nezosi custodiva con amore i suoi ricordi di famiglia e delle ricorrenze partigiane.

Raccolta di medaglie e coccarde di Francesco Nezosi 


Raccolta di tessere Anpi di Francesco Nezosi 


La passione per il modellismo di Francesco Nezosi nella costruzione di stupende navi e piccoli presepi